venerdì 9 novembre 2007

Ospedali, sale d'attesa dei laboratori e dei medici di base, entri sano ed esci contaminato dai batteri


Corsie, sale d'attesa, sale di degenza, cucine ed altre aree ospedaliere, anche se pulite e disinfettate ogni giorno possono essere un grosso veicolo per le infezioni batteriche. Ma tutti questi locali possono essere bonificati irradiandoli con le lampade UV-C seguendo però scrupolosamente i metodi previsti per la disinfezione dell'aria. In altre aree ospedaliere, quali maternità, sale d'isolamento, sale operatorie, e là dove sono richieste speciali condizioni sanitarie gli apparecchi impiegati per la disinfezione dell'aria vengono integrati con altri istallati a circa 60 centimetri dal pavimento e fatti lavorare con il riflettore posizionato verso il basso. Le lampade a raggi UV-C infatti possono essere utilizzate per irradiare l'aria degli ambienti normalmente destinati ad ospitare per un certo tempo numerose persone. Sale d'attesa, aule scolastiche, sale cinematografiche, spogliatoi d'impianti sportivi, sono ambienti che vanno trattati per ridurre i rischi d'infezioni dovuti ai germi presenti nell'aria stagnante. Gli apparecchi che irradiano quindi verso il pavimento sono molto efficaci poiché distruggono i micro organismi fluttuanti negli strati bassi dell'aria e quelli che si trovano sul pavimento stesso. In modo particolare l'applicazione delle lampade a raggi UV-C è particolarmente indicata nelle sale operatorie dove i pazienti sono estremamente vulnerabili alle infezioni e richiedono ogni possibile precauzione igienica.

martedì 25 settembre 2007

Raggi UV-C per disinfettare le aule delle scuole


E' noto come l'irradiazione solare sia sempre igienicamente benefica, perché si manifesta soprattutto con la distruzione dei microbi patogeni dell'aria. L'azione battericida del sole è dovuta ai raggi attinici, ed è tanto più potente quanto minore è la loro lunghezza d'onda. I più corti raggi ultravioletti che rappresentano la parte fisiologicamente più attiva dello spettro solare, vengono però ad essere assorbiti durante il passaggio dell'atmosfera; giungono a noi, invece, quelli più lunghi dotati soltanto di proprietà stimolanti che diventano lesive soltanto ad esposizioni prolungate. Cioè, l'effetto battericida, come anche quello eritematogeno ed il fotochimico, vengono ad essere strettamente legati ai fattori tempo ed intensità per un periodo breve. Ed è tutto qui il problema della disinfezione dell'aria, poiché le infezioni che attraverso l'aria "respirata", si propagano con una rapidità che può chiamarsi "esplosiva" e sono quelle che maggiormente incidono nelle comunità (circa il 65 per cento), specie se affollate o quasi, come aule scolastiche, luoghi di riunione, ecc. ecc. La soluzione consiste nel poter eliminare o disperdere i germi ed i virus velocemente e continuamente appena essi escono dai nasi, dalle gole, dai fazzoletti e dagli abiti di chi occupa gli ambienti, in modo da ridurre fortemente l'occasione che attraverso l'aria passino da un malato o portatore sano ad un soggetto recettivo. Ne deriva logicamente che l'intensità di radiazione deve essere tale da assicurare una distruzione di germi praticamente utile nel giro di secondi, o tutt'al più di pochi minuti primi. Le ricerche su potere battericida dei raggi ultravioletti, pur risalendo a più di mezzo secolo addietro, si sono definite in questi ultimi anni con prove sperimentali e documentazioni pratiche. In genere, secondo naturalmente gli usi e gli ambienti, le modalità di applicazioni fondamentali sono tre: sul soffitto, o sulle pareti laterali dell'ambiente per irradiare l'aria sopra una determinata altezza e qualche volta per l'irradiazione dei pavimenti o dell'aria al di sotto, 50-60 cm. dal pavimento stesso (scuole, locali riunioni, ecc.); in condotti chiusi per irradiarvi l'aria passante (impianti d'aria condizionata o semiconvenzionata); montatura di apparecchi sul soffitto o sulle pareti laterali per irradiare tutta l'aria di una stanza direttamente o muniti di deflettori se si vuole limitare l'irradiamento a cortine o barriere germicide per le sale operatorie e per le celle frigorifere.